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Sulle ali delle aquile
(Durata: 20 giorni) Cod. AC541

MONGOLIA

Sulle ali delle aquile

Sulle ali delle aquile

Descrizione

Durata: 20 giorni

MONGOLIA

Dettagli:

1° giorno:
Milano/Roma/Seoul
Partenza dall’Italia con volo di linea con destinazione Seoul. Pasti e pernottamento a bordo.

2° giorno:
Seoul/Ulaanbaatar
Arrivo a Seoul previsto nel pomeriggio e coincidenza con il medesimo vettore aereo con destinazione Ulaanbaatar. All’arrivo disbrigo delle formalità di ingresso, incontro con la guida locale e trasferimento all’hotel Kempinski Khan Palace (4*). Sistemazione nelle camere riservate.
Pernottamento in hotel.

3° giorno:
Ulaanbaatar/Baga Gazaryn Chuluu (deserto di Gobi)
345 Km - 8.30hrs circa
Pensione completa. Dopo la prima colazione, partenza in jeep 4x4 verso la regione a sud di Ulaanbataar per il deserto di Gobi. Lungo il percorso sosta per il pranzo pic-nic presso le montagne di Zorgol Hairkhan e proseguimento verso sud per raggiungere la celebre roccia sacra di Baga Gazaryin Chuluu (1.768m), una formazione rocciosa granitica che sorge dalla pianura remota e deserta, meta di pellegrinaggio da parte della popolazione locale. All’interno della montagna si trova una grotta con un lago sotterraneo. Si narra che anche Gengis Khan si sia accampato in questa zona. Nei dintorni ci sono molte sorgenti e formazioni rocciose dalle forme inusuali. Sistemazione presso il campo tendato di Dundgobi. Cena e pernottamento in Ger.
Il deserto del Gobi è uno dei luoghi più desolati, misteriosi e affascinanti del pianeta. L’escursione termica è di quasi cento gradi centigradi passando dagli estremi dei 50/55 gradi sottozero dell’inverno ai +45 in estate. La superficie è principalmente argillosa mentre le dune di sabbia ricoprono solo una minima parte, circa il 3 per cento. Milioni di anni fa il territorio del Gobi era completamente diverso, umido e ricco di vegetazione, habitat ideale anche per i dinosauri. Oggi il Gobi è abitato da alcuni gruppi di nomadi e da alcuni animali rari come l’asino selvatico, il cavallo Prewalski, il saiga (un’antilope endemica) e l’orso del Gobi, una vera e propria rarità faunistica, oggi presente con una cinquantina di esemplari allo stato selvaggio.
Il deserto del Gobi occupa circa un terzo dell’intera superficie della Mongolia e una parte della Cina settentrionale.

4° giorno:
Baga Gazaryn Chuluu/Bayanzag Flamming Cliff/Yol Valley
355 Km - 8.30hrs circa
Pensione completa. Dopo la prima colazione al campo, proseguimento verso sud alla volta delle Bayanzag Flaming Cliffs, le “rupi fiammeggianti”, queste rocce dalle forme incredibili che al tramonto assumono colori fiabeschi. In questa zona è stata scoperta la maggior parte dei ritrovamenti di uova e scheletri di dinosauro. La prima scoperta si deve al palentologo americano Roy Chapman Andrews. Pranzo pic-nic lungo il percorso. Nel pomeriggio si raggiunge il bellissimo parco Nazionale della Yol Valley (Lammergeir Valley) la “Valle delle aquile” Lo scenario è inquietante con uno stretto e profondo canyon attraversato dalle acque di un torrente. Le rocce raggiungono i 200 metri di altezza e in alcuni punti il passaggio è appena sufficiente per due persone. Nella stagione delle piogge si formano cascate impetuose mentre d’inverno il ghiaccio inventa bizzarre sculture. Possibilità di fare un piccolo trekking per fotografare le suggestive gole ed il ghiacciaio di Gobi inseriti in un bellissimo paesaggio naturalistico. Sistemazione, cena e pernottamento al Ger camp.

5° giorno:
Yol Valley/Hongoryin Els
175 Km – 4.30hrs circa
Pensione completa. Dopo la prima colazione al campo, partenza alla volta delle dune di sabbia di Hongoryn Els, conosciute anche come “le dune che cantano” per il magico suono che il vento produce accarezzandole. Le Khongoryn Els si trovano 180 chilometri a est di Dalanzadgad e occupano un’area di circa 150 chilometri di lunghezza per una decina di chilometri di ampiezza. Il vento ha accumulato le sabbie ai piedi di una catena montuosa in una magnifica striscia di dune creando barkhane e sif che raggiungono anche i 300 metri di altezza e alla cui base pascolano cavalli e cammelli bactriani. Sono tra le mete più visitate della Mongolia per la spettacolarità del contesto ambientale. Intorno luoghi selvaggi con paesaggi straordinari. Nel pomeriggio passeggiata in cammello per assistere al magico tramonto sulle dune. Cena e pernottamento al Ger camp di Hongoryn Els.

6° giorno:
Hongoryin Els/Ongyin Khiid
320Km – 8hrs circa
Pensione completa. Dopo la prima colazione al campo, partenza alla volta del tempio di Ongyin attraversando le montagne Ikh Bogdo e Saikhan Ovoo. Lungo il percorso sosta a Khukh Burd dove si trovano le rovine dell’antico monastero Khukh Burd del X secolo costruito su un’isola del lago, e le rovine del tempio di Sangiin Dalai, situato a Erdenedalai, uno dei pochi monasteri e templi sopravvissuti al periodo di Mao. Pranzo pic-nic in corso di viaggio. Nel pomeriggio, si raggiunge il Monastero di Ongyin, inaugurato nel XVIII secolo per la prima visita in Mongolia del Dalai Lama, il monastero di Ongiin era uno dei più attivi e frequentati con cinquecento monaci. Chiuso, ma miracolosamente non distrutto dal governo filosovietico, ha riaperto nel 1990 e nel ’92 è stato di nuovo visitato dal Dalai Lama. Bello anche lo scenario in cui sorge, nei pressi del fiume Ongiin. Pernottamento in GER al campo di Ongyn Khiid.

7° giorno:
Ongyin Khiid/Ikh Gazaryn Chuluu
275 Km – 7hrs circa
Pensione completa. Dopo la prima colazione partenza in direzione della capitale Ulaanbaatar. Pic nic in corso di viaggio e sosta a Ikh Gazaryn chuluu, una suggestiva formazione rocciosa e parte della Granite Belt della Mongolia. Il punto più alto è il monte Yerlug Uul, 1.706 metri s.l.m. Cena e pernottamento in Ger nel campo tendato.

8° giorno:
Ikh Gazaryn Chuluu/Ulaanbaatar
Dopo la prima colazione, proseguimento per Ulaabataar. Pranzo pic-nic in corso di viaggio. Arrivo ad Ulaanbataar previsto nel tardo pomeriggio e, tempo permettendo, primo giro orientativo della città, l’antica Ourga che fu a lungo una tappa per le carovane sulla Via del Tè tra Pechino e Irkoutsk. E’ ora la moderna capitale del paese circondata da montagne. La visita inizia dal monastero Gandan, la più importante lamaseria del paese. La giornata si conclude con la visita alla piazza Sukhbaatar, il cuore della capitale. Sistemazione nelle camere riservate.
Pernottamento in hotel

9° giorno:
Ulaanbaatar/Ulgii
4 ore di volo + 160 Km – 4hrs circa
Pensione completa. Dopo la prima colazione, trasferimento in aeroporto per la partenza con il volo del mattino per Ulgii, capoluogo della Provincia Bayan Ulgii, l’unica provincia di religione musulmana. Il 90% degli abitanti è di discendenza Kazakha che giunse nella regione dalla Cina occidentale nel 1800 quando il Governo mongolo offrì delle terre da dissodare. Il volo dura 4 ore incluso uno stopover per rifornimento carburante. Arrivo, incontro con lo staff locale e pranzo in un ristorante locale. Dopo pranzo partenza in jeep 4x4 in direzione Ovest verso i Monti Altai e nel tardo pomeriggio arrivo in località Ulaan Khus Soum. Sistemazione del campo e delle tende igloo per la cena ed il pernottamento.

10° e 11° giorno:
Ulaan Khus (in compagnia degli eagle Hunters)
Pensione completa. Le due giornate si trascorrono nell’area di Ulaan Khus con una famiglia di nomadi kazakhi per esplorare le tradizioni della caccia e assaporare uno stile di vita semplicemente unico. La caccia con le aquile, il tributo del latte alle divinità, la marchiatura dei cavalli, l’esposizione dello sterco messo a seccare per l’inverno sono alcuni dei gesti che, con misurata lentezza, si ripetono immutati da secoli. Pasti e pernottamento in tende igloo.

12° giorno:
Ulaan Khus/Olgy
160 Km – 4hrs circa
Pensione completa. Prima colazione e partenza per la cittadina di Olgy dove si trova una guest house. Pranzo pic-nic in corso di viaggio. Gli incontri casuali con i nomadi della steppa non sono infrequenti. Gente dai pochi fronzoli, plasmata dai climi aspri di una terra selvaggia, che vive una quotidianità che a noi stanziali pare difficile da sostenere, che non fa uso del tempo, ma dello spazio. Un forte senso dell’ospitalità che ricorda quella dei Tuareg del Sahara: il nomadismo accomuna! Cena e pernottamento presso la locale Guest House (cat. turistica).

13° giorno:
Olgy/MonteTsambagarav/Khovd
Pensione completa. Prima colazione e partenza per la cittadina di Khovd che si raggiunge attraverso panorami montani spettacolari. Sosta per il pic-nic presso il Monte Tsambagarav (4193 mt slm) e proseguimento per Khovd. Cena e pernottamento in GER al campo tendato di Khovd.

14°/15° giorno:
da Khovd a Uliastai attraverso la regione Altay Sayan
490 Km – 6hrs circa al giorno
Pensione completa. Si impiegano due giorni di viaggio per raggiungere la località di Uliastai attraversando la depressione dei Grandi Laghi. Dal lago superiore Khar Us Nuur “il lago scuro” si sviluppa un sistema di laghi interconnessi: Khar Nuur – Airag Nuur e Khyargas Nuur, 1578 kmq di superficie d’acqua che crea un grande acquitrino, habitat perfetto per moltissime specie di uccelli e animali, molti in via di estinzione. Nel 1999 l’area è stata dichiarata Parco Nazionale sotto la protezione del WWF. Il primo pernottamento è previsto in tenda igloo lungo le sponde del fiume Hungii. Il secondo pernottamento è previsto presso la Guest House di Uliastai (cat.Turistica).

16° giorno:
Uliastai/Khorgo Terkh National Park
390 Km – 10hrs circa
Pensione completa. Partenza per le sorgenti termali di Tesnkher con sosta per il pranzo pic nic in corso di viaggio. In serata arrivo al campo tendato situato sulle sponde del lago Tsagaan. Sistemazione, cena e pernottamento nelle Ger.

17° giorno:
Khorgo Terkh National Park/Tsenkher hot spring
210 Km – 05hrs circa
Pensione completa. Dopo la prima colazione al campo, proseguimento verso est fino a raggiungere le terme Tsenkher che sono situate sul monte omonimo, in uno splendido scenario paesaggistico. Pranzo pic-nic in corso di viaggio e, nel pomeriggio, tempo a disposizione per un rilassante bagno nelle acque termali che sgorgano ad una temperatura di 60°-80°C durante tutto l’anno e possiedono proprietà curative (grazie al batolite plutonico che la scalda da circa due milioni di anni).
Stupendo un bagno al tramonto tra i vapori nelle piscine lastricate di roccia osservando gli yak che pascolano a pochi metri… La regione dell’ Arkhan Gai è detta anche la “Svizzera della Mongolia” per le sue attrattive naturalistiche: pareti rocciose, foreste lussureggianti, fiumi ricchi d’acqua, vulcani estinti, laghi di origine vulcanica. Cena e pernottamento in Ger al campo temdato.

18° giorno:
Tsenkher hot spring/Hustai National Park
380 Km – 9,30hrs circa
Pensione completa. Dopo la prima colazione, partenza per il Parco Nazionale Hustai Nuruu. Pranzo pic-nic in corso di viaggio. Arrivo e visita del Museo Naturale che contiene una vasta collezione di flora e fauna presente all’interno del parco. In questa regione vivono i cavalli selvatici della specie Prjewalsky-Takhin, che si potranno vedere nel loro habitat naturale con l’aiuto di un ranger locale (circa 5 Km). Sistemazione in Ger nel campo tendato situato all’interno del parco. Cena e pernottamento al campo.

19° giorno:
Hustai NP/Ulaanbaatar
Dopo la prima colazione al campo, partenza per la capitale. All’arrivo trasferimento in hotel e sistemazione nelle camere riservate. Tempo a disposizione per il relax e per il pranzo. Nel pomeriggio si completa la visita città con guida locale. Visita al Museo di Storia Bogd Khaan. Fino all’inizio del Settecento si chiamava Urguu che in mongolo significa “palazzo” ma che di stabile e di massiccio aveva solo la nostalgia per l’antica sontuosa Karakorum, quella voluta da Gengis Khan come centro dell’impero mongolo e quindi come dentro del mondo. Una capitale eterna, almeno nei progetti, durata meno di trent’anni (fin quando Khubilai la spostò a Pechino nel 1264) e resistita un secolo e mezzo (fin quando i manchu la rasero al suolo nel 1380). Dal XVIII secolo il “palazzo” si spostò verso l’attuale Ulaanbaatar, smise di viaggiare a ritmi frenetici e divenne Ikh khuree, “grande cerchio”, inteso come accampamento. La città divenne stabile nel 1911, con la proclamazione dell’indipendenza della Mongolia dalla Cina, e fu battezzata con pochi fronzoli “accampamento della capitale” (Niislel khuree). Sotto il dominio sovietico, all’agglomerato di gher si affiancarono gradualmente strade, palazzi, uffici, industrie mentre i monasteri furono quasi tutto abbattuti. Nel 1924 nacque Ulan Bator (eroe rosso) il soprannome del generale Sukhbaatar, protagonista della liberazione dai cinesi: da allora la città non ha smesso di crescere.
Oggi la città ha gli stessi abitanti di Milano e con un ritmo vertiginoso di crescita, tra nomadi che si affollano con le gher ai margini della fascia urbana e uomini d’affari stranieri pronti a cogliere le opportunità che la giovane economia mongola può offrire, soprattutto nel campo minerario.
In tarda serata trasferimento in tempo utile in aeroporto.

20° giorno:
Ulaanbaatar/Seoul/Italia
Partenza con volo Korean Air per Seoul. Arrivo previsto alle ore 04.20 e sistemazione nelle camere riservate presso l’ Airport Garden hotel, situato all’interno dell’aeroporto. Nel primo pomeriggio partenza con il medesimo vettore aereo per Milano Malpensa con arrivo previsto in serata. Pasti a bordo.

IMPORTANTE: il presente programma di viaggio è indicativo e potrebbe subire delle variazioni in base all’operatività dei voli ed all’ accessibilità dei siti.
Il programma definitivo verrà riconfermato al momento della richiesta del preventivo.

Sulle ali delle aquile - (Durata: 20 giorni) Cod. AC541


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